Domande e risposte...
Per voi che mi seguite sempre un regalone!
Mi vengono poste le stesse domande più volte e quindi è bene rispondere a tutti e con trasparenza. So che per la maggioranza delle persone è sbagliato esserlo ma alla fine lo sono sempre stato e sono ancora qui.
Intanto amici vi auguro il meglio da questi giorni e come sempre di passarli con le persone che amate di più. Vi abbraccerei tutti quanti uno a uno.
La prima domanda riguarda sempre i soldi. Quanto guadagni per copia di un tuo gioco? Dipende da cosa consideri “guadagno”. Amazon ha cambiato le regole e ora per avere una percentuale che non sia umiliante devi mettere il prezzo oltre i 10 euro. Allora MGZ mi rende 3,41 euro a copia, Little Cozy Investigation 3,80. Sottraici le tasse per le royalties e il numero scende ancora. Un mio gioco che va molto bene, nel 2024, ha superato le 100 copie. Oggi ambisco al massimo a 50 o 60 copie. “101 Pillole di GDR da Leggere sul Trono”? Margine di 90 centesimi. Stiamo parlando di questo quando un designer indie passa settimane sul design, sulla scrittura, sulla grafica, sui test. Ma è così che funziona adesso. Non è una lamentela, è realtà e va bene così.
La seconda domanda arriva regolarmente: perché negli ultimi tempi hai ripercorso la tua carriera ludica? Perché hai parlato tanto dei tuoi passi, dei tuoi giochi, del tuo percorso?
Due motivi, entrambi importanti.
Il primo è che ho sempre parlato di Vas Quas e dei miei giochi, non per autoreferenzialità ma perché mi sembrava ovvio che non potessi aver pubblicato o sviluppato tutto quello che ho fatto senza essere un utente attivo dell’ambiente. Credevo fosse palese. Mi sbagliavo. Così ho scritto vari articoli che parlano del mio percorso, della mia storia ludica, perché è il linguaggio che questo ambiente capisce. Per quale motivo scrivi GDR? Perchè vi lascio questa domanda alla fine? Perchè ci sono quelli che dicono di aver raggiunto in pochi anni grandi risultati, e quelli che in tutti questi anni hanno avuto idee e obiettivi diversi.
Il secondo motivo è che sto lavorando a un nuovo libro. Lo so, vi ho rotto le palle a riguardo già parecchi mesi fa, ma lo sto facendo con calma, un pezzo alla volta. In parallelo sto sviluppando La Fucina, un’applicazione che dal mio punto di vista è rivoluzionaria per il game design. Ma che spero in modo sincero userete.
Parlando di silenzio: in questi giorni sono stato poco visibile perché ho qualche casino di salute, tanto per cambiare. Quando succede dedico il mio tempo al 100% alla mia famiglia e invece di scrivere se riesco gioco. Con otite, dolori e febbre mi sono sparato 15 ore filate di gdr con il mio gruppo di gioco (giocare prima di pubblicare) è stato stupendo!
L’ultima domanda spesso è pratica: usi l’AI per correggere i testi?
Sì. Per correggere quello che scrivo, come ho sempre scritto e quasi mai nei miei articoli a essere sincero. Sono dislessico, disgrafico, e tutto questo l’ho scoperto in tarda età. Ho sempre compensato con le mie altre capacità, nascondendomi dietro la personalità, l’analisi, la creazione. Una forza di volontà che con una fatica enorme mi ha portato a essere quello che sono e a mascherare i miei problemi per tutto il periodo scolastico e se mi seguite da sempre di questo ne abbiamo già parlato mille volte... Sono stato un early adopter delle IA nel 1999 ho partecipato a un progetto per giovani scenziati europei con Communicator ‘99 che era un IA che generava testo (e non solo, generava anche audio… indimenticabili le prime parole pronunciate), 4 giorni dopo il mio esame di stato ero già assunto in un'azienda. Di premi oggi ne ho 4 presi tutti sul IA come potenziamento della persona, come supporto nel mio lavoro e quest'anno ho vinto la categoria People First che mette al centro la persona con una soluzione inclusiva by design (e che è basata su IA che permette la magia e abbatte barriere). Non mi sto vantando, anzi mi sento una nullità (so che ho idee enormi e prima del tempo, ma non saper vendere l'idea è come non averla e purtroppo la mia salute mi ha ucciso ogni ambizione ormai da tempo), ecco sto solo dicendo che l’IA è uno strumento che io uso, ho creato, e io non sono il villain. Sono solo il solito auto erotista, rottame vulcanino fumante, che seguite da anni e che oggi ha un aiuto in più per farmi sentire meno un disturbo e più normale.
Io vi voglio bene in modo sincero e prima che l'anno finisce un ultimo regalone: https://vasquaseditrice.itch.io/prison-freaks
Ovviamente solo per oggi e solo per te che mi segui.
Un abbraccione,
Giovanni

